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Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
52 convegno cardiologia milano
Associazione Silvia Procopio

Insufficienza cardiaca: Sacubitril con Valsartan riduce il tasso di mortalità per cause cardiovascolari e di ricoveri ospedalieri, con un beneficio costante a favore dei pazienti con ridotta frazione d’eiezione


L’associazione Sacubitril con Valsartan ( Entresto ) per lo scompenso cardiaco riduce il tasso di mortalità per cause cardiovascolari e di ricoveri ospedalieri, con un beneficio costante a favore dei pazienti con frazione d’eiezione ridotta ( HFrEF ) indipendentemente da precedenti ricoveri ospedalieri per scompenso cardiaco o dalla terapia di base.
Lo dimostrano nuove analisi condotte sui dati dello studio PARADIGM-HF che ha confrontato l’associazione Sacubitril con Valsartan con l’attuale standard di cura, Enalapril, un ACE inibitore.

Le analisi condotte sui dati dello studio PARADIGM-HF hanno dato i seguenti risultati:

Anche i pazienti considerati clinicamente stabili, definiti come pazienti senza precedenti di ospedalizzazione per scompenso cardiaco o con un solo precedente remoto, erano ancora a rischio di andare incontro a un evento clinico significativo.
Oltre un terzo dei pazienti è risultato clinicamente stabile e il 20% di questi è stato interessato da un evento endpoint primario ( morte per cause cardiovascolari o ospedalizzazione per scompenso cardiaco ). Tra questi pazienti, la morte per cause cardiovascolari è stato il primo evento nel 51% dei casi.
Il beneficio ottenuto con Sacubitril / Valsartan nei pazienti considerati clinicamente stabili è sovrapponibile a quello ottenuto nei pazienti meno stabili ( ospedalizzazione per scompenso cardiaco nei 3 mesi precedenti l’ingresso nello studio ).
In entrambi i gruppi, i pazienti trattati con Sacubitril / Valsartan hanno mostrato una riduzione di almeno il 20% nel tasso di morte per cause cardiovascolari o di ospedalizzazione per scompenso cardiaco rispetto ai pazienti trattati con Enalapril.

Sono stati riscontrati benefici costanti dal trattamento con Sacubitril / Valsartan per i pazienti con scompenso cardiaco e ridotta frazione di eiezione, con una riduzione del 20% circa del rischio di mortalità per cause cardiovascolari o di ricovero ospedaliero per scompenso cardiaco rispetto a Enalapril, indipendentemente dalla terapia di base.
Questi benefici sono stati osservati in pazienti che assumevano dosi elevate e basse di beta-bloccanti e in pazienti con o senza defibrillatore cardioverter impiantabile ( ICD ) o con defibrillatore per la terapia di resincronizzazione cardiaca ( CRT-D ), due approcci terapeutici standard per lo scompenso cardiaco, nonché in pazienti in terapia con antagonisti del recettore dei mineralcorticoidi.

L’associazione Sacubitril con Valsartan è un farmaco con posologia due volte al giorno, che riduce il carico di lavoro sul cuore scompensato. Agisce potenziando i sistemi neuro-ormonali di protezione del cuore ( sistema dei peptidi natriuretici ) e sopprimendo al contempo gli effetti negativi provocati dall’iperattività del sistema renina-angiotensina-aldosterone ( RAAS ).
Altri farmaci impiegati nel trattamento della insufficienza cardiaca si limitano a bloccare gli effetti negativi dovuti all’iperattività del sistema RAAS.
Sacubitril / Valsartan contiene l’inibitore della neprilisina Sacubitril, una nuova entità molecolare, e il bloccante del recettore dell’angiotensina Valsartan. ( Xagena2016 )

Fonte: Novartis, 2016

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